Ma vediamo come viene prodotto il gin. Un tempo si distillava il primo wash di cereali e poi si faceva una seconda distillazione. Ma durante la seconda distillazione i vapori che salivano verso l’alto passavano attraverso dei “cestelli” che contenevano i botanicals e così si impregnavano.
Oggi invece si preferisce fare macerare i botanicals direttamente nell’alcol, prima che avvenga la seconda distillazione. Questa massa alcolica aromatizzata viene scaldata e distillata una seconda volta, vengono scartate ovviamente testa e coda e i vapori poi si condensano nel refrigeratore. Il gin è pronto, può essere imbottigliato.
La distillazione avviene in alambicchi di rame che possono essere discontinui per produzioni più piccole e pregiate oppure con distillazione continua, magari con l’alambicco Coffey, che si sta dimostrando molto valido ed efficiente.
Il sapore e i profumi del gin
Il gin è un distillato resinoso, intento e pungente, con una carica eterea forte che picchia duro. Le spezie, lo zenzero, il cardamomo, i fiori e gli agrumi arrivano in un secondo momento, arrotondano e ingentiliscono la brusca mascolinità del gin. Anche i gin più raffinati ed eleganti non sono mai molli o ridondanti. È una bevanda che non ha perso la sua anima d’acciaio, in bocca è tagliente, pungente e con toni piccanti che spingono sul palato. Certo non è più l’acqua ragia di un tempo e tutti cercano di fare un prodotto più vellutato, ma non aspettatevi morbidezza in bocca.
I botanicals: del gin
Come detto i botanicals variano in base alle esigenze e preferenze del produttore, tuttavia ci sono alcuni ingredienti ricorrenti che troverete spesso e che conferiscono il classico profumo-sapore al gin. Tra i più gettonati ci sono nel London Dry Gin troviamo: ginepro, cardamomo, coriandolo, agrumi, pepe, angelica, pompelmo. Altri sempre più voga sono: fiori, rose, bacche varie selvatiche come il sorbo, la liquirizia, l’anice, il lemongrass, il tè nero e chissà quanti ne usciranno ancora.
