Il gin è la bevanda nazionale inglese, ma ebbe origine in Olanda. La sua invenzione sembra doversi attribuire ad un medico dell’università di Leiden, Franciscus de la Boë (1614-1672), noto anche come Franciscus Silvius, pseudonimo con cui firmava i suoi scritti. Ufficialmente gli intenti del farmacista di Leiden erano umanitari e terapeutici: aggiungere alle collaudate virtù dell’acquavite (ristoratrice, digestiva, fonte di energia, di salute e di buonumore) l’unico merito che ancora non le si riconoscesse, quello di giovare ai reni purificandoli, in quanto il ginepro era considerato un toccasana per i reni affaticati. Il suo gusto era così piacevole che le truppe inglesi durante la campagna nei Paesi Bassi ne bevvero in grandi quantità. Dall’Olanda all’Inghilterra il passo fu breve… In cinquant’anni (dal 1684 al 1735) la produzione annua inglese di bevande alcoliche passò dal mezzo milione di galloni a quasi 5 milioni e mezzo e il gin divenne a Londra la bevanda più popolare e a buon mercato. Le insegne dei locali promettevano: Drunk for a penny, dead drunk for two pence(ubriaco con un penny, ubriaco fradicio con due). La situazione degenerò presto e nel 1751 fu varata la legge che limitava sensibilmente il numero delle mescite gravando nel contempo di forti tasse gli alcolici in genere e il gin in particolare. La parola “gin”è l’abbreviazione dall’olandese genever, che a sua volta deriva dal latino juniperus, ginepro. Il gin è un’acquavite di cereali aromatizzata principalmente con bacche di ginepro. Nella miscela sono però presenti anche altri numerosi ingredienti quali: semi di coriandolo, cardamomo, liquirizia, finocchio, noce moscata, radice d’angelica, buccia d’arancia e di limone, iris, mandorle, finocchio, anice, corteccia di quassia, ecc. Questi ingredienti variano secondo le diverse ricette di ogni casa produttrice, che, come vuole la tradizione, vengono gelosamente tenute segrete. I tipi più secchi, caratterizzati da uno spiccato profumo di ginepro, provengono dall’Inghilterra e dagli USA, mentre i gin olandesi si distinguono per il gusto maltato e perché sono più corposi.
Il gin rientra in molte preparazioni miscelate, perciò molti sono i bicchieri in cui può essere servito.
Di origine olandese ma molto diffuso in Germania, dove si produce, è lo Steinhäger, un’acquavite di cereali aromatizzata con mosto di bacche di ginepro, commercializzato in bottiglie di ceramica. In commercio vi sono diversi tipi di gin: • London dry gin: è il più noto e famoso gin inglese, ed è quello più usato. È prodotto per distillazione di un fermentato di cereali in alambicco a colonne. A questo alcol si aggiungono le bacche di ginepro e gli altri ingredienti aromatizzanti e ridistillato. In genere non viene invecchiato, dal gusto secco, profumo ed elegante, non eccessivamente marcato. Il suo tenore alcolico oscilla intorno ai 45°. Difficilmente è bevuto liscio, nel qual caso va servito ben freddo. È ottimo come base per un’infinità di long-drink.
